Aneddoti personali nell’eLearning: gli errori principali da evitare

Storie ben strutturate e avvincenti possono essere uno strumento potente all’interno di un corso eLearning. Oltre a mantenere alta la concentrazione degli studenti, possono aiutare a scoprire casi pratici e a migliorare le capacità di problem-solving.

Aneddoti personali nell’eLearning: gli errori principali da evitare

Storie ben strutturate e avvincenti possono essere uno strumento potente all’interno di un corso eLearning. Oltre a mantenere alta la concentrazione degli studenti, possono aiutare a scoprire casi pratici e a migliorare le capacità di problem-solving.

Una delle problematiche che l’eLearning si trova costantemente ad affrontare è la possibilità che il corso online si trasformi in un percorso impersonale. Per questo, una delle maniere più efficaci per rimediare a questo problema da parte dei docenti è quello di creare una connessione emotiva con gli studenti attraverso il cosiddetto “storytelling”, magari con l’introduzione di aneddoti personali.

Tuttavia, quando si parla di vissuto personale è facile lasciarsi andare, ad esempio, a particolari troppo sentimentali o che possano mettere a disagio i corsisti. Proprio per questo, è necessario fare attenzione a una serie di errori quando si raccontano aneddoti personali durante un corso online. Solo in questo modo, questa risorsa potrà trasformarsi in un’arma vincente.

1. Entrare troppo nel personale

Gli aneddoti personali funzionano perché permettono di uscire momentaneamente da un ambiente “asettico” fatto di nozioni e teoria. Queste storie possono avere una forza incredibile per fissare un concetto o per fornire un insegnamento pratico. Nonostante ciò, bisogna fare attenzione a non cadere in particolari troppo personali o si rischierà di mettere a disagio gli ascoltatori o di intristirli, nel caso in cui si stia facendo riferimento, ad esempio, a dettagli troppo dolorosi.

2. Essere offensivi

L’ironia può essere un’arma a doppio taglio. Quando si racconta una storia, soprattutto se personale, i tocchi umoristici sono sempre i benvenuti se eseguiti con maestria. Nonostante ciò, a causa del tono personale, l’ironia e le battute possono farci ritrovare a camminare sul filo del rasoio, rischiando di offendere facilmente alcuni corsisti o di farli sentire in imbarazzo.

3. Non usare il tono "corretto"

Indipendentemente dalla forma in cui viene trasmesso l’aneddoto, scritta o orale, è necessario che gli studenti capiscano immediatamente che si tratta di una piccola parentesi all’interno di una spiegazione. Proprio per questo, anche se non bisogna scadere nel sentimentalismo, è preferibile che si cerchi una connessione più profonda con gli studenti, magari usando un tono leggermente diverso che sia in grado di esporre qualcosa di personale e al tempo stesso utile per la formazione.

4. Raccontare aneddoti fine a se' stessi

La storia personale ha senza dubbio l’obiettivo di stemperare un clima troppo formale e di far rilassare gli studenti. Nonostante ciò, lo scopo principale è, senza dubbio, quello di fornire un’ulteriore strumento formativo. Non si tratta, dunque, di “chiacchiere da bar”, ma semplicemente di una maniera più sorprendente e soprattutto pratica per insegnare qualcosa di tangibile agli studenti.

5. Dilungarsi troppo

Uno dei problemi principali quando si racconta un aneddoto, qualunque esso sia, è quello di perdersi e di allungare troppo i tempi della storia. Per questo motivo, bisogna evitare di raccontare troppi retroscena e cercare di raggiungere relativamente presto il cuore della storia. Nel caso in cui si tratti di un contenuto testuale, può essere utile aggiungere immagini e/o video che possano aiutare a riassumere la storia o a mantenere alta la concentrazione dei corsisti.


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