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Al microlearning viene riconosciuto un ruolo sempre più importante nella formazione a distanza, comunque la si pensi: che sia il futuro dell’eLearning o un ottimo complemento ai corsi online tradizionali. L’ascesa dei microcontenuti non si spiega solo con la quantità di tempo che ognuno di noi passa con il proprio smartphone, ma anche con la necessità di apprendere rapidamente ciò che serve con urgenza. Per realizzare contenuti che rispondano in pochi muniti a un bisogno formativo e aiutino lo studente a mettere in pratica quanto appreso, la progettazione del microlearning deve puntare su efficacia e coinvolgimento. Ecco alcuni consigli per progettare dei microcontenuti esaustivi.

Scegliere un solo obiettivo formativo per il modulo di microlearning

Considerando che un contenuto di microlearning spesso viene usato sul posto di lavoro e che non solo si ha poco tempo, ma anche una certa urgenza, i microcontenuti non dovrebbero durare più di 5-6 minuti. Con una durata così limitata è naturale che il micromodulo del corso può trattare soltanto un obiettivo alla volta. Per determinare quale sia questo obiettivo, come sempre nella progettazione didattica, si parte dai bisogni formativi. Cosa devono apprendere i beneficiari del corso? In quale ordine?

Creare la struttura del microcorso

La struttura del microcorso può seguire diversi modelli:

  • Procedere dall’argomento più semplice a nozioni sempre più complesse, come nel caso della formazione tecnica 
  • Presentare dei contenuti collegati tra loro tra cui lo studente può scegliere liberamente, come nel caso della formazione sulle soft skill.

In entrambi i casi, è sempre utile inserire nella struttura del microcontenuto dei moduli di rinforzo, per ripassare le nozioni apprese e usare quiz per valutare i progressi a fine modulo e fine corso. Inoltre, la grafica e i pulsanti di navigazione devono indicare a colpo d’occhio quali sono i microcontenuti da aprire o scegliere.

Delineare la struttura del microcontenuto

Per quanto riguarda i singoli moduli, per essere più efficaci, è utile basarli su una struttura molto semplice, suddividendo i contenuti in tre parti:

  • Introduzione, dove si inserisce la parte teorica da apprendere o si risponde a una domanda specifica sul modello delle guide how-to, come fare per;
  • Dimostrazione, si presenta la soluzione al problema usando un video, una infografica o delle immagini dimostrative;
  • Pratica, si coinvolge lo studente chiedendogli di mettere in pratica quanto appreso creando quiz, giochi o simulazioni con funzioni trascina e rilascia, per esempio.

A seconda del modello di apprendimento che si vuole utilizzare, si può anche iniziare dalla dimostrazione, generando la riflessione, per poi trovare la regola generale, procedendo in modo esperienziale.

Usare linguaggio e contenuti multimediali per coinvolgere gli studenti

Avere una chiara comunicazione è fondamentale in ogni tipo di corso, ma lo è ancora di più nel microlearning. Nel progettare i microcontenuti, il linguaggio deve essere chiaro, conciso e allo stesso tempo accogliente. Lo scopo è spingere lo studente a modificare un comportamento grazie alle conoscenze apprese, quindi il linguaggio deve spronare all’azione senza dare il senso di un comando.

Ancora più importanti sono gli elementi multimediali: video, audio, infografiche, simulazioni. Per esempio, si potrebbero usare:

  • un video dimostrativo su come azionare un macchinario
  • una simulazione sull’uso di un software o per praticare la gestione del cliente
  • immagini con commenti per presentare un nuovo prodotto.

L’obiettivo degli elementi multimediali non è abbellire il corso ma illustrare meglio, a colpo d’occhio, i contenuti del corso.

Qualunque sia la propria opinione sul microlearning, è un fatto che sia sempre più centrale nell’eLearning. Per renderlo efficace, è necessario strutturare il corso in micromoduli di massimo 5 minuti che trattino un solo obiettivo formativo usando una struttura semplice con un linguaggio chiaro, video e altri elementi multimediali a scopo dimostrativo e pratico.


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