Università e eLearning: quale futuro dopo la pandemia?

Qual è il futuro dell’università post-covid? Si tornerà alla formazione tradizionale o si imporrà un modello di formazione "ibrido"?

Università e eLearning: quale futuro dopo la pandemia?

Qual è il futuro dell’università post-covid? Si tornerà alla formazione tradizionale o si imporrà un modello di formazione "ibrido"?

La pandemia e il lockdown hanno catapultato scuole e università nel mondo dell’apprendimento a distanza. Non è stato ovviamente un passaggio graduale ma una necessità impellente. Nonostante le tecnologie educative e l’eLearning abbiano fatto passi da gigante negli ultimi anni, sono poche le università che si sono adattate prima dell’arrivo del COVID-19 alle modalità virtuali di insegnamento.

Cosa succederà nelle università dopo la fine della pandemia? Ritorneranno interamente alla modalità tradizionale di insegnamento? Come ha spiegato Rahim Rezaie, direttore associato dell’International Virtual Engineering Student Teams Project presso l’Università di Toronto, nell'articolo " Le università non dovrebbero abbandonare l'apprendimento online dopo la pandemia", è possibile che si ritorni al sistema tradizionale che si basa sulla presenza fisica degli alunni in classe. 

Perché? Secondo Rezaie persiste una versione “romantica” dell’educazione in aula, che si basa sull’idea che in aula l’apprendimento sia migliore. La domanda è, le interazioni durante una lezione in cui sono presenti centinaia di studenti sono migliori in classe o online? Secondo Rezaie, in alcuni casi, l’apprendimento virtuale potrebbe aumentare (e migliorare) le interazioni fra studenti e professori e fra gli stessi studenti e ridurre le distrazioni, con la possibilità di rivedere la lezione in un secondo momento e, di conseguenza, di ottenere una maggiore flessibilità.

Quando l’emergenza sanitaria sarà terminata, Rezaie spera che non vengano dimenticati anche i vantaggi dell’apprendimento a distanza. Sottolinea, infatti, che sia la formazione online che quella più tradizionale hanno i loro vantaggi e svantaggi e, per questo, sarebbe positivo investire su un approccio ibrido che possa permettere a tutti di accedere a un’educazione di qualità e più inclusiva.

Il “freno” alle opzioni digitali appare anche nell'articolo " La pandemia ha spinto le università online" dell'Harvard Business Review, di Sean Gallagher e Jason Palmer. Tuttavia, gli autori mostrano anche come alcune università americane utilizzano le nuove tecnologie che permettono, fra gli altri vantaggi, di ridurre i costi per gli studenti. I cambiamenti provocati dall’apprendimento a distanza, infatti, non si limitano solamente all’insegnamento ma anche alla digitalizzazione dei servizi universitari basati sull’IA.

Anche in questo caso, la speranza è di fare altri passi in avanti verso la trasformazione digitale dell’insegnamento. L’educazione superiore, fra modalità digitali e tradizionali, potrebbe trasformarsi in un percorso di formazione continua in cui si fortifica il collegamento fra università e aziende e dove gli studenti si formano costantemente attraverso diverse modalità d’apprendimento.


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